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Dalla streetart all’arte pubblica con la Momart Gallery di Matera

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di Monica Palumbo, direttore artistico della Momart Gallery

Sin da quando ho terminato gli studi accademici ho sempre ritenuto importante dedicarmi ad una attività di promozione e divulgazione dell’arte. La volontà di intraprendere questo percorso nel mio territorio, proponendo nuove ricerche artistiche, mi ha dato la possibilità in questi ultimi anni, di incontrare il mondo della Streetart che ha contribuito a far conoscere la mia organizzazione culturale non solo nel territorio locale ma anche in quello nazionale.

Questo processo di valorizzazione del territorio mi ha impegnato in questi anni in un ruolo particolare che è stato quello del talent scounting, particolarmente impegnativo in una regione dove non esistono gallerie o realtà culturali che promuovono le nuove ricerche di arte contemporanea.

Sono stati molti gli interventi realizzati dal 2015 ad oggi e anche molte le modalità e le esperienze realizzate in questi anni.

La Diavolessa di Diavù

Per esempio è stata significativa l’opera di Diavù realizzata nel mercato ortofrutticolo del rione Piccianello di Matera dedicata all’attrice Daliah Lavi, nuda e in veste da diavolessa: lei fu l’attrice del film di Brunello Rondi “Il Demonio” degli anni ‘60, un film che racconta come Matera in passato sia stata una città superstiziosa e piena di pregiudizi e che invece ora, guarda al futuro con una visione aperta e diversa, soprattutto con la forza del riscatto di un popolo che non ha più paura di chiudersi nell’ignoranza ma che si apre al mondo, pronto a grandi cambiamenti culturali.

La diavolessa inizialmente fu criticata da molti cittadini ma in seguito grazie alla descrizione dell’opera realizzata sul blog di Diavu insieme anche al supporto e alla comunicazione stampa e dei media sui social, la gente fu sensibilizzata e il dipinto fu sentito come proprio da parte di tutta la comunità materana.

Grazie alla nomina di Capitale Europea della Cultura 2019, Matera ha avuto la possibilità di ospitare diversi streetartist di fama internazionale come l’operazione che ho seguito con Nico Skolp e Mister Thoms che hanno contribuito a “colorare” una parte della città e a valorizzare spazi che sono particolarmente vissuti dai più giovani come è accaduto per il progetto di riqualificazione realizzato per Piazza degli Olmi. Qui è partito da una esigenza diversa e condivisa, come laboratorio di cittadinanza attiva, nata dal forte desiderio di aggregazione che oggi più che mai ci spinge a creare nuove soluzioni per la crescita tanto del singolo quanto della comunità.

Piazza degli Olmi - Mister Thoms e Nico Skolp
Intervento artistico realizzato insieme alla comunità, opera partecipata

Sicuramente una delle opportunità più rilevanti che l’arte urbana mi ha offerto è quello di avermi aperto a quel rapporto diretto con l’osservatore che rappresenta decisamente un pubblico più ampio ed eterogeneo rispetto a coloro che gravitano già nel mondo dell’arte. Un altro fattore importante è stata la capacità di acquisire con più facilità quella notorietà mediatica a più ampio raggio che difficilmente avviene tramite l’organizzazione di mostre di arte contemporanea che avviene in spazi chiusi e quindi spesso rivolta in particolare agli addetti ai lavori.

Nel Sud molte realtà culturali che promuovono la streetart sono spesso guidate da streetartists che si sdoppiano nel secondo ruolo di organizzatori di eventi o di festival d’arte urbana ne è un esempio lo streetartist Alessandro Suzzi che ha acquisito il ruolo di direttore artistico per il Festival di Appartengo a Stigliano in provincia di Matera, artista che si identifica con il nome di Gods in love.

Quindi a volte ho trovato due modalità differenti di fare Streetart: una è quella della partecipazione collettiva degli artisti dove c’è più una condizione legata all’evento o all’idea di festa, come per esempio avviene spesso nei festival dove l’arte e la musica si uniscono per raccontare più da vicino la cultura del writing e dell’hip hop; l’altra invece quando la streeetart viene utilizzata come riqualificazione degli spazi urbani dove la scelta degli artisti da parte degli organizzatori avviene in base al luogo che accoglierà l’opera. Spesso queste modalità curatoriali vengono realizzate con poca intenzionalità.

Matera vista dalla Luna - Stazione di Ferrandina Scalo
Permanent exibition – Artisti: Gods in Love e Ironmould

Negli anni questa seconda modalità mi ha interessato maggiormente, perché credo fortemente nel valore che l’arte deve offrire al luogo pubblico, in modo permanente o temporaneo  fino a quando svanirà nel tempo.

Il prossimo progetto di arte pubblica per l’anno 2021 sarà realizzato (in programmazione a ottobre) e seguito da Raffaele Fiorella come artist professor conosciuto nell’ambito del circuito regionale e nazionale e prevede il coinvolgimento di altri 4 giovani studenti lucani, che saranno selezionati e provenienti delle Accademie di Belle Arti di Bari e/o di Foggia i quali realizzeranno installazioni o opere nel territorio della residenza.

Le opere verranno realizzate in modalità site-specific ispirate al territorio e coinvolgendo  la struttura ricettiva, I Tre Portali, ubicata nel cuore dei Sassi di Matera, la quale ha supportato l’iniziativa ospitando gli artisti e la produzione artistica.

La produzione dell’opera dell’artista vedrà la collaborazione del laboratorio artigianale di Mario Daddiego.

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